Bene architettonico tutelato L.1089/39.
Chiesa trecentesca a navata unica, incorpora
edicola con affresco del XV sec. attribuito
a Paolo da Visso. Danneggiata dal sisma
30 ottobre 2016.
Unità documentaria composta da una relazione storico-artistica e da due tavole grafiche di mappatura del degrado relative al Santuario di Santa Maria di Garufo. La relazione descrive il contesto storico-artistico dell’edificio, l’apparato decorativo, lo stato di conservazione e le linee di intervento proposte per il restauro delle superfici decorate, del portale, delle campane e del portone ligneo. Le tavole associate documentano graficamente lesioni, cadute d’intonaco, cadute di colore, distacchi, riprese cementizie e dilavamenti principali.
Protocollo notarile del notaio Venanzio Pallotta di Caldarola, busta 168. Il rogito del 13 novembre 1595 (carta 218v) è segnalato negli appunti di ricerca come fonte pertinente al territorio di Caldarola-Camporotondo nel tardo Cinquecento. La carta 218v sarà inserita come media all'atto della fotografazione. Documento non ancora fotografato.
Breve papale di Sisto V del 20 settembre 1585, conservato tra le Pergamene del Comune di Camporotondo (n. XVII nell'inventario). Con questo breve, Sisto V concede agli uomini e alla terra di Camporotondo di aumentare la gabella del macinato, escludendo i religiosi, per restaurare il molino (mulino), la chiusa, il vallato, il ponte e l'ospedale. Il mulino comunitario oggetto di questo breve è lo stesso documentato nelle delibere delle Riformanze del 1544-1545 (SASC-COM-CAMP-RIF-001). La connessione tra i due documenti — distanti quarant'anni e conservati in due fondi diversi — è resa esplicita nel database attraverso il campo dcterms:relation. Documento non ancora fotografato.
Pergamena del 1339 conservata tra le Pergamene del Comune di Camporotondo (n. II nell'inventario). Contiene un atto giudiziario in cui Ser Gilio di Giovannuccio di Casavecchia, sindaco di Camporotondo, difende il vicario e il podestà dall'accusa di aver condannato a morte Cicco di Michele e Blasio di Germano di Montegiorgio, riconosciuti colpevoli dell'uccisione di Luca di Montegranaro 'lungo la pubblica strada in villa Carrufa'. Il toponimo 'Carrufa' è quasi certamente la forma medievale di 'Garufo' — la lenizione consonantica C→G e la sincope vocalica sono fenomeni tipici del marchigiano medievale. Se questa lettura è corretta, si tratta della più antica attestazione documentata del luogo del Santuario finora nota. Documento non fotografato: la scheda è predisposta per l'inserimento futuro delle riproduzioni.
Registro degli Atti Consiliari del Comune di Camporotondo di Fiastrone per il periodo 1527-1531. Serie distinta dalle Riformanze. Citato da Allevi (2000, nota 28) per le carte 139 e 166v. Le carte specifiche saranno inserite come media all'atto della fotografazione. Numero di registro e segnatura esatta da verificare con l'inventario fisico del fondo presso il SASC. Documento non ancora fotografato.
Registro degli Atti Consiliari del Comune di Camporotondo di Fiastrone per il periodo 1547-1550. Serie distinta dalle Riformanze. Citato da Allevi (2000, nota 27) per la carta 52v. La carta specifica sarà inserita come media all'atto della fotografazione. Numero di registro e segnatura esatta da verificare con l'inventario fisico del fondo presso il SASC. Documento non ancora fotografato.
Registro delle Riformanze (delibere consiliari) del Comune di Camporotondo di Fiastrone contenente la delibera del 1398 relativa alla proposta di fusione parrocchiale tra S. Maria de Carrufa (il Santuario di Garufo), S. Stefano de Carrufa e S. Pietro de Furcis con la pieve di S. Marco di Camporotondo. Citata esplicitamente sia da Allevi (2000, note 20 e 28) sia da Bittarelli (1987, nota 94) come fonte per la storia ecclesiastica medievale del territorio. Questo registro è cronologicamente e fisicamente distinto dal Registro 12 (1544-1576) già schedat nel database. Il numero di registro esatto è da verificare con l'inventario fisico del fondo presso il SASC. Documento non ancora fotografato.
Protocollo notarile di Francesco di Paolo di Camporotondo, busta 635, decimo registro (n. 149, registro .10 secondo inventario Casadidio 2016). Copre l'anno 1528. Citato esplicitamente da Allevi (2000, note 28 e 31) come fonte per la storia del Santuario di Garufo. Le carte 121 e 145, specificamente citate da Allevi, saranno inserite come media all'atto della fotografazione. Documento non ancora fotografato.
Protocollo notarile di Francesco di Paolo di Camporotondo, busta 838, primo registro (n. 149, registro .1 secondo inventario Casadidio 2016). Copre il periodo 1490-1513. Citato esplicitamente da Allevi (2000, nota 28) come fonte per la storia del territorio di Camporotondo e del rapporto tra il Comune e i frati francescani di Colfano. La carta 142v, specificatamente citata da Allevi, sarà inserita come media all'atto della fotografazione. Documento non ancora fotografato.
Risorsa lessicografica e toponomastica utilizzata come confronto per la voce “Gàrrovo / Gàruf”, attestata in area comasca con il significato di “terreno sassoso, greto di torrente”. Il riferimento è impiegato nel progetto come confronto linguistico-toponomastico per la discussione del toponimo Garufo, senza assumerlo come prova diretta dell’origine del toponimo marchigiano.
Fonte bibliografica utilizzata per l’inquadramento storico-territoriale di Pievefavera e del contesto locale, con particolare attenzione al popolamento medievale, alla devozione rurale e ai luoghi di culto del territorio. Il record SBN segnala: con appendice di documenti; estratto da Atti del 22. Convegno di studi maceratesi, Macerata, 15-16 novembre 1986.
Fonte bibliografica centrale per la ricostruzione storica del Santuario di Santa Maria di Garufo. Nel progetto ha orientato la selezione di riferimenti storici e documentari da verificare nelle fonti primarie.
Fonte bibliografica utilizzata per la ricostruzione del contesto storico di Camporotondo di Fiastrone e del territorio collegato al Santuario di Santa Maria di Garufo. Nel database è descritta come risorsa bibliografica autonoma; non viene pubblicato il full-text.
Unità documentaria relativa a documentazione notarile attribuita a Francesco di Paolo, conservata nell’Archivio notarile di Camerino presso l’Archivio di Stato di Macerata – Sezione di Camerino. La risorsa è identificata dalla segnatura 634 secondo l’inventario cronologico dell’Archivio notarile di Camerino. Il titolo è attribuito e costruito in forma essenziale: soggetto produttore e segnatura.
Unità documentaria relativa a documentazione notarile attribuita al notaio Amico Albini di Caldarola, conservata nell’Archivio notarile di Camerino presso l’Archivio di Stato di Macerata – Sezione di Camerino. La risorsa è identificata dalla segnatura 6937 e datata 1585 secondo l’inventario cronologico dell’Archivio notarile di Camerino. Il titolo pubblico adotta l’ordine naturale del nome; la forma d’inventario è conservata come titolo alternativo.
Unità documentaria relativa a documentazione notarile attribuita al notaio Amico Albini di Caldarola, conservata nell’Archivio notarile di Camerino presso l’Archivio di Stato di Macerata – Sezione di Camerino. La risorsa è identificata dalla segnatura 6795 e datata 1551 secondo l’inventario cronologico dell’Archivio notarile di Camerino. Il titolo pubblico adotta l’ordine naturale del nome; la forma d’inventario è conservata come titolo alternativo.
Unità documentaria costituita da carte selezionate della serie Riformanze del Comune di Camporotondo, conservata presso l’Archivio di Stato di Macerata – Sezione di Camerino. Le riproduzioni fotografiche sono state selezionate nell’ambito della ricerca sul Santuario di Santa Maria di Garufo e sul suo contesto territoriale. Il titolo è attribuito e descrive il nucleo documentario selezionato.
Unità documentaria composta da tavole di rilievo dello stato di fatto del Santuario di Santa Maria di Garufo, comprendenti piante, prospetti e sezioni in formato PDF.