Dottorato di ricerca
Nel periodo 2022–2025, Identità Sibillina ETS ha svolto il ruolo di istituzione ospitante per attività di ricerca e formazione nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Umanesimo e Tecnologie dell’Università degli Studi di Macerata, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (DM 352/2022).
La collaborazione si inserisce nel programma nazionale dei dottorati innovativi, volto a rafforzare il dialogo tra ricerca accademica e realtà produttive e culturali del territorio.
In questo quadro, Identità Sibillina accoglie e sostiene un progetto di ricerca dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale nei contesti post-sismici, con particolare attenzione all’area dei Monti Sibillini.
La ricerca indaga come gli strumenti e i metodi delle Digital Humanities possano contribuire alla ricostruzione culturale dei territori colpiti da eventi sismici, connettendo conoscenza, memoria e innovazione tecnologica.
il progetto di dottorato
Il lavoro di ricerca si articola in due ambiti complementari:
- Documentazione e conservazione digitale
La ricerca sperimenta l’uso di piattaforme open source – in particolare Omeka S – per progettare archivi digitali multi-tipologici in grado di raccogliere e connettere materiali eterogenei: documenti storici, fotografie, elaborati di restauro, dati tecnici e testimonianze.
Tutti i contenuti vengono descritti secondo standard e modelli concettuali internazionali, con l’obiettivo di creare un sistema tracciabile, interoperabile e accessibile, che garantisca al tempo stesso la conservazione a lungo termine e il riuso dei dati per finalità di ricerca, didattica e valorizzazione.
- Comunicazione e valorizzazione del patrimonio
Parallelamente, il progetto studia e sperimenta forme di editoria digitale accessibile come strumenti di divulgazione e partecipazione culturale.
Attraverso la produzione di e-book e contenuti multimediali, la ricerca esplora nuovi linguaggi per raccontare luoghi e memorie del territorio, coniugando rigore scientifico e comunicazione culturale.
Questa linea di lavoro prosegue la tradizione editoriale di Identità Sibillina, reinterpretandola in chiave digitale e secondo i principi di accessibilità e sostenibilità culturale.
La prospettiva non è soltanto conservativa, ma anche rigenerativa: la digitalizzazione del patrimonio diventa un’occasione per attivare processi di comprensione, riuso e coinvolgimento della comunità.
L’iniziativa costituisce, infine, un esempio di ricerca applicata e collaborazione territoriale, in cui la dimensione scientifica e quella civica si intrecciano per costruire modelli di documentazione e narrazione digitale del patrimonio sostenibili e replicabili.


